Sturmtruppen alla castellana e la Villa Carolina alla Serra

di Andrea Soglia
(con notizie di Sturmtruppen fornite da Sante Garofani)

Nell’estate del 1975 un gruppo di giovani amici in odore di maggiore età, habitué del bar Stazione, decise di cimentarsi in alcune riprese, grazie ad una cinepresa in super8 che Vladimiro Collina aveva avuto in regalo dal padre Giuseppe (figlio di Pirò di bèfi, figura conosciuta del vecchio Castello). Dopo aver acquistato da Angelo Minarini delle bobine Kodak, i ragazzi iniziarono a filmare in giro per il paese, riprendendo alcune scene di vita in via Canale (a casa Collina), al Bar Stazione, lungo viale Cairoli, in via Santa croce, al Campo cross di Monte Coralli e anche alcune gite.
Dietro la cinepresa c’erano Vladimiro Collina e Sante Garofani.
Dopo quest’esperienza, nel successivo anno 1976 una parte di quei ragazzi (alcuni erano partiti per il servizio militare, altri erano entrati nel mondo del lavoro) decise di avventurarsi nel fare il verso alla mitica opera fumettistica di Bonvi, Sturmtruppen del 1968.
Probabilmente si tratta del primo cortometraggio castellano, di sicuro un antenato delle successive produzioni, fra cui le più note sono quelle di Francesco Minarini e Valentino Bettini.
Come ambientazione venne scelto il parco della Villa Carolina, alla Serra di Castel Bolognese, una residenza signorile estiva ottocentesca oramai in disuso da anni, all’epoca di proprietà di Aldo e Maria Teresa Pasquali, poco lontana dalla casa colonica di Giuseppe Foschi (Peppino d’Zrè) che conduceva a mezzadria il podere Cerreto, sempre di proprietà Pasquali.
Furono raccolti vecchi abiti militari, scarponi, qualche elmetto autentico e delle armi giocattolo. Il sonoro e la presentazione vennero curati, dopo il 2000, da Francesco Minarini.
In Sturmtruppen recitarono: Ilario Paolini, Vincenzo Emiliani, Marco Barzagli, Ferruccio Scardovi, Francesco Cassiani, Valerio Poletti, Enzo Minardi ed il suo cucciolo di pastore tedesco, Graziano Nenni, Sante Garofani e Vladimiro Collina. Questi ultimi due ne furono anche i registi.
Oltre ad essere antesignano dei corti castellani, Sturmtruppen ha anche un altro notevole pregio, quello di mostrare un luogo oggi profondamente cambiato e un edificio storico come Villa Carolina, all’epoca sita al numero 8 (attuale 2370) di via Serra, oggi sostituita da un edificio residenziale di dimensioni simili sorto nella seconda metà degli anni ’80 esattamente nello stesso punto.
Villa Carolina (già Colombara Cereto), dotata di cantina con volta, nel 1974 così veniva descritta nella scheda redatta dalla Soprintendenza ai monumenti di Ravenna per il catalogo generale dei beni culturali: “Edificio a corpo quadrato, a due piani, con tetto a due falde. Al piano terra ingresso archivoltato leggermente strombato al centro della facciata, mentre ai lati del suddetto, finestre a tutto sesto con inferriata. Al 1° piano tre finestre a rettangolo simmetriche alle aperture sottostanti. Nel sottotetto si apre una finestra circolare con larga cornice aggettante. Il retro presenta le medesime caratteristiche della facciata. All’interno un ampio corridoio con soffitto a travi poggianti su mensole in mattoni attraversa l’edificio; sulla parete del medesimo una lapide ricorda le origini dell’edificio. Sul retro dell’edificio stemma rinascimentale in marmo bianco della famiglia Vaini, imolese. Sotto di esso una piccola lapide frammentata ne indica l’appartenenza. Un tempo la villa godeva di un parco di cui non rimangono che poche secolari piante”.
All’epoca di Sturmtruppen lo stemma Vaini e la lapidina sottostante erano ancora in loco. Il testo, trascritto dai redattori della scheda della Soprintendenza, era il seguente: “Guido Vaini / capo dei Ghibellini di Romagna / 1500”. Lino Pasotti raccontava di aver fotografato lo stemma, successivamente, presso la parrocchia della Serra. Forse era stato rimosso per preservarlo, ma oggi è da considerarsi disperso unitamente alla lapidina.
Una mappa dell’edificio con il parco come si presentava nel 19. secolo dopo la costruzione, un tempo presso i proprietari, oggi si trova in Municipio.
La descrizione del 1974 parla anche di una lapide posta nel corridoio nel piano terra. Venne fotografata non solo nel 1974, ma anche nel 1984 da Valentino Donati. E davvero racconta le vicende dell’edificio e svela una sfortunata storia d’amore di una coppia imolese: Antonio Tozzoli e Carolina Magrini. Ecco il testo:

Questa villetta
già nota per Colombara Cereto
fino al secolo decorso
appartenne
a Tassinari di Castel Bolognese

Nel 1830
Giuseppe Tozzoli da Imola
marito a Luigia Tassinari
proprietaria
la ristaurò
bonificando insieme gli adiacenti terreni

Antonio Tozzoli
loro figlio ed erede
nel 1881
la ridusse come ora
ornandola di piante di fiori
e volle nomarla
Carolina
a memoria duratura
della buona e gentile
che gli fu compagna
per 17 anni felici

Queste amene pendici
questo nido di quiete
dove spira l’aere purissimo
fu sovente ritrovo
ad allegre brigate
desiose
di vivere qualche ora serena
lungi dai tumulti del mondo

Carolina Magrini era morta a Imola il 13 gennaio 1879 a 39 anni di età. Nello stesso anno mancò anche Luigia Tassinari. Antonio Tozzoli morì il 10 gennaio 1893. Sono tutti sepolti nella tomba di famiglia posta nella parte più antica del cimitero del Piratello di Imola.
I successivi proprietari continuarono ad usare la villa Carolina per periodi di villeggiatura. La villa iniziò a decadere dopo la Seconda guerra mondiale, a causa della devastazione del parco e alla lesione delle strutture.
La villa Carolina diede il nome al colle su cui si trovava e anche alla vicina scuola rurale della Serra, divenuta oggi un’abitazione privata.

A distanza di 50 anni dalle riprese, Sturmtruppen ed il filmato di “prova” vengono (ri)proposti il 31 marzo 2026 al Cinema Moderno, offrendo ai presenti quelle immagini degli ultimi momenti vita spensierata di quei ragazzi di allora e anche le rare immagini della Villa Carolina.

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