In San Petronio: la finestrina della Contessa
di Paolo Grandi
Nella parete laterale verso ovest della prima cappella della navata destra, dedicato a Santa Teresa di Lisieux, un occhio attento vede spuntare, prima della volta, una piccola finestrina. Secondo la credenza popolare, da lì Donna Maddalena Gottarelli o “La Signora Contessa” assisteva alla Santa Messa lontana da occhi indiscreti.
Certamente, era comune in alcune chiese od oratori, se confinanti con palazzi nobiliari, possedere un balcone od una finestra ove la Famiglia nobile assisteva ai Sacri Riti senza mischiarsi al popolo. A Castel Bolognese vi sono due esempi: nella chiesa di Santa Maria dello Spedale ove c’è il balcone della famiglia Zacchia-Rondinini, proprietari dell’attiguo palazzo, e nella Villa Centonara, ove una finestra dalla Biblioteca si affaccia nell’Oratorio. Un terzo esempio era nella chiesa del Rosario Nuovo (già Pizzeria Civico 25) ove la famiglia Mazzolani, proprietaria del palazzo attiguo (ora distrutto e ricostruito come sede del Credit Agricole) ebbe il permesso di aprire una finestra tra il loro oratorio e la navata della chiesa.
Tuttavia Donna Maddalena, pubblica peccatrice perché divorziata ed accompagnatasi con un altro uomo, non era molto gradita in chiesa, seppure lei stessa vi abbia provveduto varie donazioni. Alcuni ricordano ancora don Antonio Garavini apostrofarla: “L’ariva Montecarlo, l’ariva Montecarlo” e che lei abbia dilapidato al gioco nei Casinò ingenti fortune è una triste verità.
Forse per questi motivi, forse perché la finestrina dava proprio sull’altare di Giuspatronato dei Gottarelli, vox populi aveva serie argomentazioni per sostenere la sua tesi. Ma in realtà quella finestrina (che non so se abbia un nome) serve a tutt’altro scopo e facendo attenzione la si può trovare in quasi tutte le chiese, almeno in quelle ove la canonica sia annessa al Sacro edificio e specialmente in quelle più antiche.
Il suo scopo è presto detto: da lì si può vedere il Tabernacolo dell’Altare Maggiore ed il Parroco o il Rettore, anche di notte può ivi vegliare e recarsi a pregare il Santissimo Sacramento senza bisogno di andare in chiesa. Molto spesso infatti queste finestrine sono nella stanza da letto del Parroco o nelle vicinanze. In San Petronio, in particolare, una angusta scaletta custodita nell’angolo a monte della facciata della chiesa, che si raggiunge immaginando un angusto corridoio dietro lo sguancio d’angolo tra la Canonica e la facciata, collega lo studio del Parroco e la sua camera da letto al locale della finestrina.



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