Ricordi consunti dell’operaio agricolo Antonio Bettoli (1880-1932), morto al ritorno dal lavoro

di Andrea Soglia

Sulla strada che sale verso la chiesa della Serra, poco prima del cimitero, sulla sinistra, quasi sul ciglio, è possibile scorgere un piccolo cippo oramai al limite dello sfacelo con la scritta e la fotografie completamente consunte.
Fu posto lì nel 1932 per ricordare il grave incidente che vide coinvolto l’operaio agricolo Antonio Bettoli. Verso le 19 del 27 luglio (come risulta dall’atto di morte in Anagrafe), nel rientrare a casa dal lavoro nei campi, Bettoli aveva perso il controllo della bicicletta cadendo rovinosamente. Le cronache giornalistiche dell’incidente, pubblicate sul Corriere Padano del 28 luglio 1932 e che qui trascriviamo, collocarono l’incidente verso le ore 20 parlando di un grave trauma cranico.
Anni fa il geometra Domenico Gottarelli mi raccontò l’episodio dicendo che il povero Bettoli era addirittura rimasto impiccato ad un ramo di uno dei tanti alberi presenti lungo la strada.
Resta il fatto che la morte fu sostanzialmente istantanea e gettò nello sconforto la moglie e l’unico figlio.

La tragica morte di un operaio presso Castelbolognese

Faenza, 27

Ieri sera, verso le 20, l’operaio Bettoli Antonio fu Domenico, di 52 anni nativo di Castelbolognese, dopo aver partecipato ai lavori di trebbiatura nel podere Peccatella di proprietà del parroco della Serra ritornava verso la sua abitazione in bicicletta. Nella forte discesa che incomincia dal cimitero della parrocchia perdeva il comando della macchina e andava a sbattere violentemente contro un ostacolo battendo il capo e rimanendo morto sul colpo. Sul posto si recavano immediatamente il maresciallo Accomando comandante della stazione di Castelbolognese col brigadiere Buffoni e col dottor Bassi. Dopo le constatazioni di legge veniva ordinata la rimozione del cadavere alla camera mortuaria di Castelbolognese.
La tragica fine di questo operaio ha suscitato profondo rimpianto […].
Alla famiglia inviamo i sensi della nostra solidarietà.

Antonio era il nonno di Antonietta Bettoli, recentemente scomparsa, che tanti castellani ricordano distintamente.
Oramai il cippo è abbandonato a sé stesso da anni, come dimostrano varie foto scattate nel tempo. E’ destinato a scomparire come altri, già segnalati (ad esempio quello a memoria dell’aviatore Antonio Vaciago), a meno che qualcuno non abbia la buona volontà di provvedere al suo restauro e custodia.
Possiamo considerare Antonio Bettoli uno dei tanti castellani caduti sul lavoro, visto che oggi un incidente nel tragitto casa-lavoro è considerato un infortunio in itinere, coperto dall’INAIL e dalle relative indennità. Quasi sicuramente all’epoca fu considerato una fatalità e alla vedova difficilmente venne riconosciuta una pensione o un risarcimento.
Noi crediamo che questi “brandelli” di storia dei nostri antenati debbano essere salvaguardati dalla dispersione.

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