Torre idrica di Castel Bolognese 1960-2026
Due mesi di demolizione in un video di Valentino Bettini con Chopin come colonna sonora
a cura di Andrea Soglia
Lo avevamo anticipato qualche mese fa su questo sito, e Paolo Grandi ne aveva raccontata la storia. Ci riferiamo alla torre dell’acquedotto e alla sua demolizione, andata in scena fra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.
E usiamo la parola “scena” perché dei complessi lavori di demolizione ci rimarrà una particolare testimonianza storica che si apre e si chiude a tempo di musica e di cemento armato: un video di Valentino Bettini. Della sua genesi ha riferito “Il Resto del Carlino” nella cronaca faentina del 9 aprile 2026, e dell’articolo riportiamo alcuni estratti:
“Valentino Bettini ne ha fatta un’altra delle sue. Questa volta la sfida non riguardava solo l’obiettivo di una macchina fotografica o la pazienza di un montaggio video, ma la capacità di trasformare la demolizione di un gigante in una danza classica. A Castel Bolognese, il paesaggio urbano ha perso definitivamente uno dei suoi riferimenti più visibili, la torre piezometrica dell’acquedotto. Da anni questi antichi giganti, testimoni di un’epoca quando l’acqua scarseggiava e le comunità venivano tutelate da questi grandi serbatoi in caso di necessità, stanno scomparendo via via. Così è stato per la torre di Castel Bolognese. L’imponente struttura in cemento armato, alta 32 metri, è stata smantellata per ragioni di sicurezza e mutata utilità tecnica. Se un tempo la torre garantiva la pressione necessaria a una rete idrica che serviva poche abitazioni, l’evoluzione urbanistica del paese e la necessità di manutenzioni onerose ne hanno decretato la fine. Per i residenti, la torre rappresentava una presenza ambivalente: per alcuni un manufatto estetico discutibile, per altri un punto di riferimento visivo che richiamava, nella verticalità, l’antica torre civica della piazza distrutta durante il secondo conflitto mondiale. L’intervento di abbattimento si è svolto con una metodologia insolita per il contesto locale. Data la vicinanza delle abitazioni, si è rinunciato alle cariche esplosive, come fatto in altri comuni. In favore di una demolizione meccanica controllata. La torre è stata sezionata e i blocchi di cemento calati a terra tramite una gru di grandi dimensioni, per poi essere ridotti in frammenti da macchinari specializzati. Bettini, prezioso testimone della storia e della comunità di Castello, regista attento e istrionico, ha seguito ogni fase del cantiere, durato circa due mesi. Il risultato di questo monitoraggio è diventato un video di circa sette minuti. La scelta stilistica dell’autore ha però evitato i toni drammatici o puramente documentaristici, sulla colonna sonora del Valzer numero 1 in Re bemolle maggiore, opera 64, di Chopin. «Il contrasto tra la pesantezza del cemento armato e la leggerezza delle note dì Chopin – dice Bettini – è stato reso possibile dalla collaborazione con la pianista faentina Silvia Valtieri, che ha registrato il brano e altre opere del compositore polacco. L’esecuzione musicale accompagna le jmmagini del cantiere, trasformando le operazioni meccaniche in una sorta di coreografia visiva dove, tra i frame dei detriti, compaiono occasionalmente le mani della musicista. Il montaggio, curato da Domenico Giovanninl, restituisce infine una testimonianza storica che non si limita alla cronaca del lavoro, ma cerca una sintesi artistica del cambiamento urbano»”.
Vi proponiamo il video sul nostro canale YouTube dopo la “prima” andata in onda al cinema Moderno sabato 11 aprile 2026, come introduzione alla pellicola in cartellone. In calce a questa pagina vi apparirà la schermata di anteprima per avviare il video
Non possiamo che ringraziare Valentino per l’originale contributo che fissa, comunque la si pensi, un momento storico che ha cambiato radicalmente l’orizzonte urbano di Castel Bolognese. L’evento della demolizione ha suscitato molta curiosità. C’è chi (una minoranza, a dire il vero) ha condannato la demolizione del manufatto suggerendo una riconversione (piuttosto difficile da attuare) in street art. C’è chi ha disegnato un divertente meme che immaginava l’immediata nascita di un fantomatico Comitato per la ricostruzione della torre dell’acquedotto. E c’è chi ha raccontato una fase dei lavori (la calata del coperchio della cisterna) come qualcosa che ricordava l’arrivo di una navicella spaziale, un disco volante e quindi degli alieni a Castel Bolognese.
Anche Valentino, assistendo ai lavori sul posto, ha immaginato alcune cose: la ruspa col frantumatore gli faceva pensare ad un tirannosauro Rex, e lo scalpello alla velocità che ha una gallina quando becca qualcosa per terra.
Non possiamo concludere la presentazione del video senza dire che Valentino ha trovato nel suo lavoro artistico la piena collaborazione dei lavoratori del cantiere, del capocantiere, tutti citati nei titoli di coda e che il video si apre con il raro filmato dell’inaugurazione del 1960 alla presenza di Benigno Zaccagnini e con le ultime immagini panoramiche scattate dalla cime della torre.
Illustrano questa pagina alcune fotografie di Valentino Bettini, un meme inviato da un caro amico e la calata del coperchio della cisterna alias l’arrivo degli alieni tratto dal profilo Facebook di Luca Selvatici.










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